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Caino - Josè Saramago


Ho un pensiero che non mi abbandona, Che pensiero, domandò abramo, Penso che a sodoma e nelle altre città che sono state incendiate c’erano degli innocenti, Se ci fossero stati, il signore avrebbe rispettato la promessa che mi ha fatto di risparmiargli la vita, I bambini, disse caino, quei bambini erano innocenti, Mio dio, mormorò abramo, e la sua voce fu come un gemito, Si, sarà pure il tuo dio, ma non è stato il loro.

 Incipit

Quando il signore, noto anche come dio, si accorse che ad adamo ed eva, perfetti in tutto ciò che presentavano alla vista, non usciva di bocca una parola né emettevano un sia pur semplice suono primario, dovette prendersela con se stesso, dato che non c'era nessun altro nel giardino dell'eden cui poter dare la responsabilità di quella mancanza gravissima, quando gli altri animali, tutti quanti prodotti, proprio come i due esseri umani, del sia-fatto divino, chi con muggiti e ruggiti, chi con grugniti, cinguettìi, fischi e schiamazzi, godevano già di voce propria. In un accesso d'ira, sorprendente in chi avrebbe potuto risolvere tutto con un altro rapido fiato, corse dalla coppia e, uno dopo l'altro, senza riflessioni e senza mezze misure, gli cacciò in gola la lingua.

Il libro

In questo splendido libercolo il premio Nobel Josè Saramago ci invita ad una rivisitazione dell'Antico Testamento dove Caino diventa un Ulisse dello spazio e del tempo. Destinato, dopo l'assassinio del fratello Abele, a girovagare per tutta la vita si troverà, nelle vesti di protagonista o spettatore, a partecipare ai maggiori avvenimenti biblici.

Nel consueto stile ironico, sagace e diretto Saramago dipinge un Dio malvagio, ingiusto, che non sa ciò che vuole e non ama gli uomini. 
Caino è una meravigliosa allegoria letteraria che sfiora la comicità in alcuni punti donando al lettore una decina di affreschi letterari della Bibbia.

Casa editrice: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2010
Tradotto da: Rita Desti
Pagine: 142

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