"A seconda del suo umore, dell'etnia. dell'ideologia o della sua droga preferita, in una biografia orale il lettore può trovare sia l'autentica riproduzione di una voce, con tutta la sua incoerenza di ritmo e digressioni, sia un testo ai confini del razzismo, un rispettabile e anomalo "mostra e racconti" da antropologi vittoriani"
Incipit
Se vi dicessi che "It gets , ehome / this curving track...", 'mi porta a casa / questa curva strada...' è un verso rubato a una poesia sufi del XIII secolo, a una canzone folk britannica del XIX secolo o a un blues rurale del profondo sud degli Stati Uniti, anni Trenta del Novecento, mi credereste? In realtà viene da "Walks" una poesia del 1958 di W.H. Auden, che capitandomi sott'occhio in un annebbiato mattino d'insonnia mi ha dato l'impressione di saltare letteralmente fuori dalla pagina immaccolata
Il libro
Il testo raccoglie otto saggi di Ian Penman, icona della critica musicale. Penman dipinge un percorso che accompagna il lettore nel pop partendo dalle origini jazz e rock. A corollario e completamento di questa splendida lettura c'è una scrittura colta e fini pennellate di filosofia.
Il libro racconta in modo impareggiabile la gaussiana traiettoria umana e artistica di assoluti miti come James Brown, Frank Sinatra, Elvis Presley, Prince e dello stesso Charlie Parker, e affronta, attraverso figure come Donald Fagen degli Steely Dan e John Fahey, alcuni snodi della cultura popolare tra il Novecento e oggi.
Ripercorre le carriere ma anche le parabole discendenti di miti della musica che hanno accompagnato le nostre vite e lo fa in modo crudo. I saggi sono un susseguirsi di citazioni, consigli, aneddoti, riflessioni che la scrittura estremamente virtuosa di Penman rende piacevolissimi.
Gli scritti su Brown, Prince e Charlie Parker sono assolutamente imperdibili!
Casa Editrice: Atlantide
Anno di pubblicazione: 2020
Tradotto da: Luca Fusari
Pagine: 199

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