Passa ai contenuti principali

Microcosmi - Claudio Magris


 

"Ma l'epico mare insegna la libertà di riconoscersi sconfitti, pur lottando; libera dalla smania di affermazione e di vittoria che è il segno dell'ossessione di impotenza. E quel fulgore talora troppo intenso è pure invito ad abbandonarsi, a dormire; quella grande acqua spegne la sete, aiuta a capire che non è poi troppo tragico se la risacca cancella l'orma sulla spiaggia."


Incipit

Le maschere stanno in alto, sopra il bancone di legno nero intarsiato, che proviene dalla rinomata falegnameria Cante - rinomata almeno un tempo, ma al Caffè San Marco le insegne onorate e la fama durano un po' di più; anche quella di chi, quale unico titolo per essere ricordato, può accampare soltanto - ma non è poco - il fatto di aver passato degli anni a quei tavolini di marmo dalla gamba di ghisa, che finisce in un piedestallo poggiato su zampe di leone, e di aver detto ogni tanto la sua sulla giusta pressione della birra e sull'universo.

Il libro

Primo approccio con Claudio Magris: una prosa che ha un ritmo poetico, così definirei il suo modo di scrivere. Colto, ricercato ma allo stesso tempo scorrevole. Scrittore di viaggi, di esperienze umane, di volti, di storie vissute in prima persona.

Il libro parla di microcosmi e il titolo non è affatto banale, dietro a questa parola ci sono mondi ai più sconosciuti, alle volte microscopici se paragonati al globo terracqueo.
Ambientato nel triveneto passa con disinvoltura dai paesini sudtirolesi del profondo nord ai porti di mare dell'estrema Venezia-Giulia attraversando l'entroterra veneto.
Storie, leggende e personaggi di paese trovano la ribalta in questa raccolta di piccole perle letterarie scritte finemente da un autore da scoprire e approfondire. 

Dalla sinossi:
La narrazione fluttuante – in cui personaggi ed eventi si disperdono, si frammentano, si ricompongono, riaffiorano – nasce dal senso profondo di una radicale trasformazione del mondo e probabilmente dell’uomo. La virtualità sostituisce la realtà, in un processo che cambia i sentimenti e le percezioni dell’individuo e quasi la sua natura. Microcosmi, col suo modo di narrare, è un viaggio in questa mutazione epocale e insieme un tentativo di resisterle, di difendere le cose così risucchiate nell’astrazione come si cerca di salvare da un naufragio le cose amate.

Casa editrice: Garzanti
Anno di pubblicazione: 1997
Pagine: 288












Commenti

Post popolari in questo blog

Dio di illusioni - Donna Tartt

 "I morti ci appaiono in sogno, disse Julian, perché è   l’unico modo in cui possono farsi vedere da noi; e ciò che vediamo è soltanto una proiezione, trasmessa da una grande distanza, luce che brilla da una stella morta" Incipit La neve sulle montagne si stava sciogliendo e Bunny era già morto da molte settimane prima che arrivassimo a comprendere la gravità della nostra situazione. Era già morto da dieci giorni quando lo trovarono, sapete. Fu la più grande battuta della storia del Vermont - polizia dello Stato, FBI, persino un elicottero dell'esercito; il college chiuse, la fabbrica di colori a Hampden serrò i battenti, la gente veniva dal New Hampshire, dal nord dello Stato di New York, addirittura da Boston. Il Libro Stanco della sua vita in una cittadina della California, il giovane Richard Papen si iscrive in un piccolo e raffinato college nel Vermont. Una volta arrivato al Hampden College, vergognandosi delle sue umili origini, inizia a mentire alla schiera di giov...

Mi porta a casa, questa curva strada - Ian Penman

  "A seconda del suo umore, dell'etnia. dell'ideologia o della sua droga preferita, in una biografia orale il lettore può trovare sia l'autentica riproduzione di una voce, con tutta la sua incoerenza di ritmo e digressioni, sia un testo ai confini del razzismo, un rispettabile e anomalo "mostra e racconti" da antropologi vittoriani" Incipit Se vi dicessi che "It gets , ehome / this curving track...", 'mi porta a casa / questa curva strada...' è un verso rubato a una poesia sufi del XIII secolo, a una canzone folk britannica del XIX secolo o a un blues rurale del profondo sud degli Stati Uniti, anni Trenta del Novecento, mi credereste? In realtà viene da "Walks" una poesia del 1958 di W.H. Auden, che capitandomi sott'occhio in un annebbiato mattino d'insonnia mi ha dato l'impressione di saltare letteralmente fuori dalla pagina immaccolata Il libro Il testo raccoglie otto saggi di Ian Penman, icona della critica musi...